domenica 8 giugno 2014

“Tutte le famiglie felici…”: romanzi di padri, madre, figli e nipoti.

Parlando di libri estivi sul canale è saltato fuori un interesse per le cosiddette saghe famigliari, ovvero storie fatte di eredità, promesse che si tramandano di generazione in generazione, matrimoni di convenienza, padri oppressivi, amori contrastati, figli ribelli, addii e ritorni a casa. 

Possibilmente mattoni immensi pieni di litigi e riconciliazioni, scandali e finali dramaticissimi. 
La letteratura è piena di questo genere di libri, sia che andiamo a frugare in mezzo ai classici, sia che ci dedichiamo a qualcosa di più moderno, sia che scaviamo tra i romanzi storici o addirittura nei fantasy. 
Se è il fruscio degli abiti lunghi e i balli in grandi sale illuminate da candele che preferite, allora sarà il caso di pescare nel primo scaffale.

Primo fra tutti bisogna che vi citi Il gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, uno dei miei romanzi preferiti in assoluto, dove tutto ruota attorno alla figura del Principe Don Fabrizio Salina e della sua famiglia durante gli anni del Risorgimento, tra l’Italia che si sta facendo e l’amore del bell’aristocratico Tancredi e della borghese Angelica 
Per farvi capire quanto adoro il romanzo sappiate che, dovessi mai avere un figlio maschio, lo chiamerei Tancredi. 

Ambientato nello stesso periodo ma molto più tragico e solenne è I vicerè di Federico De Roberto, che segue per più di una generazione la storia dei nobili catanesi Uzeda di Francalanza.

In Russia ci pensa invece Guerra e Pace di Lev Tolstoj a narrarci la storia di più famiglie, i Rostov, i Bolkonskij, i Kuragin, dei loro amori, delle loro tragedie, delle loro vendette, il tutto ambientato durante la campagna napoleonica in Russia. Non è propriamente una lettura estiva vista la mole, ma gli appassionati di questo genere devono leggerlo per forza una volta nella vita. Non fosse altro che è uno dei classici più classici che ci siano.
 
Tornando invece in Inghilterra indimenticabile è Cime Tempestose di Emily Brontë, che narra la storia di Heathcliff e Catherine, del loro amore impossibile e di come l’odio e la disperazione accumulata negli anni vada inesorabilmente a intaccare anche quelli che saranno i loro rispettivi figli.
Di John Galsworthy è l’immensa Saga dei Forsyte (tre volumi principali, qualche racconto e altri romanzi sparsi) che abbraccia un periodo che va dalla tarda età vittoriana fino al primo dopoguerra, mettendo in scena tre generazione e un numero impressionante di personaggi, dal gretto e meschino Soames al sensibile architetto Bosinney. Io ammetto di aver letto solo il primo. Anni fa si chiamava Il possidente ed era edito da Garzanti. La sincera verità? Mi annoiò a morte. 

Sbirciando invece nei romanzi più moderni, ma non troppo, anche qua c’è l’imbarazzo della scelta: Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez racconta di ben sette generazioni della famiglia colombiana dei Buendía nella città di Macondo, fondata proprio dal capostipite José Arcadio Buendía; Isabelle Allende si sposta in Cile per narrarci, con La casa degli spiriti, le vicende della famiglia alto borghese Trueba, del capofamiglia Esteban, di sua moglie Clara, della figlia Blanca e della nipote Alba dagli anni Venti fino al colpo di Stato di Pinochet nei primi anni Settanta.
Recentemente mi è capitata sotto mano La Saga dei Poldark di Winston Graham. Fin dove sono arrivata io la generazione è una sola, ma ci sono tante famiglie e tante storie. Ross, Demelza, Elizabeth, Francis e poi tutti i minatori, i contadini, i servitori. Insomma ce n'è per tutti i gusti. 

E per chiudere il cerchio e tornare in Italia Mariolina Venezia ambienta il suo romanzo famigliare Mille anni che sto qui a Grottole, nei pressi di Matera, narrandoci una storia che va dall’Unità d'Italia alla caduta del Muro di Berlino.

Per ogni libro che vi ho citato ne potete trovare almeno altri dieci, in realtà di famiglie si parla in quasi tutti i romanzi, per un verso o per un altro. Tipo che se volete farvi del male c'è anche George Il Fetente. Lì però non sperate di vedere molte generazioni perché di solito si crepa prima. 

Ora sta a voi fiondarvi in libreria e darvi da fare!

p.s. se questo post vi sa di già letto è perché lo pubblicai, leggermente diverso, l'anno scorso per un magazine online. 

lunedì 2 giugno 2014

GameOfThrones4-Penny4: Mockingbird/The Mountain and the Viper


In cui si parla di fuffa per tre quarti del post per arrivare ad una lamentela finale che se non siete d'accordo andatevene se no vi mando Ser Gregor a casa ad accendervi la stufa. 

Partiamo da Mockingbird, settima puntata agonia di Game of Thrones, quella serie che è passata vicina ai romanzi di George il Fetente e gli ha fatto ciao come le caprette con Heidi. 

-Iniziamo con Jaime che "scusa sai com'è con sta mano non riesco neanche a versarmi il caffè figuriamoci ammazzare la Montagna"
La Montagna è così grosso che avrebbero dovuto chiamarlo direttamente Catena Montuosa dell'Himalaya. E che squarta gente random così, per aperitivo. Tu ti prendi il crodino con Owen Wilson che canta, lui sbudella comparse a caso. 
Poi arriva Bronn che pure lui "scusa ma ho da imbiancare casa, tagliare l'erba, lavare la macchina, non c'ho tempo, non c'ho voglia, amici come prima, mi costa una fortuna, ciancia!"Prende e se ne va. Insomma Tyrion ti si vuole bene ma siamo mica pirla. Il trial by combat inizia a sembrargli un'idea del menga. 

Ah no aspetta. C'è quello che "mi chiamo Oberyn Martell-hai-ucciso-mia-sorella-e-i-miei-nipoti-preparati-a-morire". Tyrion appena entra lo guarda del tipo "hai sbagliato porta e se non l'hai sbagliata ok che ti trombi pure i caloriferi ma io no cazzo".
Comunque Oberyn in realtà è venuto a fare un discorsone della madonna. Prima sfancula la cara Cersei  che sarà andata da lui a piangere per  il figlio ma a Oberyn fottesega. Dovevi crescerlo meno pirla. Un punto a Oberyn. 
Poi gli racconta di quando Tyrion era appena nato e lui andò con la sorella Elia (sempre quella morta) a vedere il nuovo pupo Lannister. A sentire tutti doveva essere una bestia con la coda, gli occhi rossi, gli attributi mischiati, le zampe e via dicendo...
E invece toh è solo un bimbo. La testa un po' grande, le gambe un po' corte, però non un mostro. Che dilusione, un bimbo. Tyrion è commosso. E adesso vatti a guardare la prossima puntata e piangi.


Morale della serata: i tuoi parenti sono una manica di stronzi, io inizio a smantellarti la famiglia e se tipo faccio fuori la guardia del corpo, aka la Montagna?
Facciamoci giustizia come capita, dice Oberyn. E dopo essersi fatta lei si farà tutto il resto di Approdo del Re ma quello è un altro discorso. Applausi per Oberyn del corazòn. 

-Poi ci sta dieci minuti a caso di Arya e il fratello della Montagna, Appennino (si lo so che è una battuta triste ma sono provata psicologicamente). Minuti che ho skippato perché boh. Se Arya non fa la psicopatica non mi diverte. 

-Jonsno. Ma la scena fica del libro dove c'è il corvo che lo elegge Lord Comandante? quando la mettiamo? Jonsno nel libro era fico dai, ogni tanto rompeva i maroni con le pippe mentali ma dopo il training da bruto scopriva di avere i coglioni e diventava fico. Questo della serie a me fa venire sonno eterno. E novità delle novità litiga con Ser Allister. Urca. 

-La Dany ha fatto fare gol a Daario. Passiamo oltre. Anche tu Jorah passa oltre che tanto La Dany non te la da. Capiscila. 


-Sansa in Tre Cuori in Affitto. Poteva essere meglio questa parte diciamocelo: nei romanzi lei vede la neve, pensa a casa, ai suoi fratelli, a mamma e babbo e si fa Grande Inverno con la neve. Io avrei fatto durare la scena due secondi di più. Commozione a palate per gli Stark morti.
Capita comunque che poco dopo il momento in memoriam arriva lo stronzetto del cugino e le butta giù il castello. Schiaffone a bomba. Poi giunge Petyr che le fa tutto il discorso solito del "sei bella come mamma, mamma come sei bella" e la bacia arrampicandosi su di lei praticamente. 
In una serie del genere vuoi che non ci fosse zia nascosta dietro una colonna? Ovvio. 
Vuoi che ti ammazzano l'ennesima Stark? Non ancora. A fare un volo d'angelo di chilometri dentro la Moondoor lo fa Lysa carissima. E glielo fa fare Petyr che zitto zitto cacchio cacchio è più letale della Montagna, del fratello e di metà delle Serpi delle Sabbie. Un punto anche al Petyr che ci sta sempre. 


EPISODIO 8: The Mountain and the Viper ovvero Piangi che ti passa. 

-Perché dieci minuti di Nord? Perché? Ci sono i bruti che vanno in giro ad ammazzare. Ygritte salva la figlia di Craster. Mance Ryder è a comprare le sigarette intuisco visto che boh, in teoria è il leader carismatico dei bruti in pratica io lo ricordo che attraversa il Rubicone, ops ho sbagliato serie.

-Sentivamo proprio il bisogno della coppia Missandei/Verme Grigio? Chi ne sente il bisogno alzi la mano che subirà il trattamento Vargo Hoat. Poi forse mi sono scordata io ma sti discorsi "chissà quale pezzo di attrezzatura ha? Niente, il pennello o solo le biglie?" non sono un pelo inutili? Non si è detto che gli Immacolati non hanno niente di niente tipo il Ken della Barbie? Se no mi sa che l'Oberyn ci ha visto male con la sua battuta simpaticissima da applausi-baci-e-abbracci.
Tanto per rimanere in zona l'amico del cuore Jorah, colui che non la vedrà mai, viene buttato fuori a calci in culo dalla casa. Sai com'è sei andato a raccontare i cazzi della Dany ai suoi nemici che vuoi? Ringrazia che non ti appendo per i coglioni. La scena da parte di Jorah è sentitissima. La Emilia invece ha una espressione tremenda con sta bocca semi aperta che boh. E' arrabbiata? E' triste? Chi lo sa, manco lei per me. Comunque Jorah se ne va sul suo cavallo e chi ha letto i romanzi sa che succederà. Intanto istituirei il premio "chi recita peggio" e invocherei il trial by combat tra la Emilia e KitHarrincoso. 

-Torna il campionissimo di simpatia portami via ovvero Ramsey Snow. Reek deve fare Theon per recuperare Moat Callin e ci riesce fino ad un certo punto...messo alle strette il Theon di una volta avrebbe subito alzato la cresta da galletto, il nuovo invece in preda all'ansia a stento trattiene la sua cantilena "Reek, Reek". Theon abbracci per te, sempre. 
Conquistato il forte arriva papà Bolton che a me mette ansia anche se so che non esiste e abbiamo uno schermo di distanza tra noi due. E' impressionante come anche il figliuolo in sua presenza abbassi la coda da pavone e faccia l'ignorantone "io non ho fatto niente, non so niente, non è colpa mia, vado a buttare la spazzatura, papà ti voglio bene". Ramsey comunque si conquista il nome Bolton e al posto di abbracciare il babbo si mette in ginocchio tanto per farci capire che "ok sono tuo figlio ma ho capito che non mi devo allargare". 

-Sansa per un pelo non sfancula il Petyr, anzi si dimostra intelligente. Petyr ha tramato per uccidere zia, zio, babbo, il re, il gatto, il topo e l'elefante? Ma figuress!! Allora io sono Cleopatra!
Poi fa un'entrata vestita da zoccola che non ho capito. Sarà Sophie la prossima a fornire la quota tette? See you next season.

-Arya arriva a Nido dell'Aquila e scusa è morta pure tua zia, quella jolly che usavi per bigiare scuola. Manco le leggi di Murphy sono così stronze. Reazione umanamente accettabile: risata isterica. Ci sta.

- E niente ora viene il momento pianto a dirotto, non voglio, mi sento persa, sola, smarrita, voglio solo mettermi nel mio angolino e dimenticare di questa serie, libri, George sei un fetente di merda. 
E' come quando passi ai 120 dove sai che c'è l'autovelox tarato sui 60: lo sai che ti arriverà la multa, ma quando arriva ci stai male uguale. Lo sapevo, lo so dal lontano 2008. Facevo solo finta.
Certo che Benioff&AltraMerda potevate cioè...dai. Potevate cambiare almeno questo.
Intanto a me di Jaime e Tyrion che parlano di sto parente Lannister sciroccato che pestava scarafaggi, chissenefrega gigante con tanto di luce al neon. 
Preferivo10 minuti di barzellette by Oberyn manco fosse la sfida finale di La sai l'ultima?
Comunque dopo 'sta tirata per farci dire "bravo Peter, l'Emmy è tuo" arriva il momento bomba della puntata, la sfida tra Himalaya e Oberyn-del-Corazòn.

Già uno che beve prima di schiantarsi contro sto colosso di Rodi. Mmmvabbè. 
Poi inizia con la tiritera "io non perdo mai, io non crepo di certo oggi". Mmmvabbè.
Alla Ellaria che gli dice "non mi lasciare sola in questo mondo" e lui risponde "mai". Mmmvabbè. 
Iniziano a combattere questo fa le giravolte tipo il tizio dell'olio cuore. Mi aspettavo che le dame di Approdo iniziassero a lanciare reggiseni e slip e invece niente. Mmmvabbè. 



Il brutto andava presagito quando ricomincia con la menata sorella-ammazzare-tu-nipoti-ti-fo-il-culo.
E quando Oberyn inizia a vincere.
Se inizi vincendo finisci perdendo. A Westeros è risaputo. 

Non basta che noi siamo infoiati come Jaime che pure lui una tirata di boxer stava per fargliela (vedi foto sopra con tipica espressione ESTICAZZI).
Non basta che finalmente la montagna crolla giù al suolo e noi stiamo già con le vuvuzelas di fuori.

L'Oberyn, come ogni personaggio fico che più fico non si può, fa una fine da coglione. Che non scrivo per evitare di ricominciare a disperarmi. Un pochino ho sperato che cambiassero la fine del combattimento. Credici. Mi sono sentita tipo Tyrion poco prima che la Montagna rinvenisse, ovvero con il dito medio già mezzo alzato. 
Oberyn ti vogliamo bene. Tengo il vino in fresco per te. Torna a trovarci quando vuoi. 

 
 p.s. questo è stato il tweed di Pedrito alla fine dell'episodio. Amatelo. E' obbligatorio. 

venerdì 30 maggio 2014

The Normal Heart o l'amore universale

Sarò sincera e ammetto che per me Ryan Murphy è uno che ha quasi sempre delle idee geniali. O che sa vendersi molto bene. Con idee geniali. 

Nel 2003 quando ancora non dettavano legge milioni di programmi su dimagrimenti, seni più grandi, culi più piccoli e sodi, arrivava lui e ci sbatteva in faccia il cinismo di due chirurghi plastici che con bellezza esteriore ci compravano Lamborghini e case sul mare. Nip/Tuck è ancora oggi, fino alla terza stagione se non altro, uno dei miei serial preferiti, uno di quelli che ancora riguardo puntata dopo puntata senza annoiarmi anche se so perfettamente cosa succederà. Prima dell'era HBO, dell'era sesso e violenza, c'erano Sean McNamara e soprattutto c'era Christian Troy, uno dei personaggi più cool mai ideati, roba che erano anni che non si vedeva un figlio di puttana del genere che, nonostante tutto, gli sarebbe bastato uno schiocco di dita per farti cascare di dosso i vestiti. 

Ryan Murphy ha sempre avuto le capacità ma poca costanza, è bravo ma non si applica fino in fondo. Vedi il finale di Nip/Tuck, vedi come è degenerato Glee (ovvero sfruttiamo gli stereotipi liceali, facciamogli cantare le canzoni più popolari di tutti i tempi e vediamo che succede. Emmy e Golden Globes come fosse Natale), vedi la piega che prende American Horror Story sempre nelle ultime puntate. A Ryan piacciono gli inizi delle storie ma non è molto bravo nel concluderle. 

Oltretutto Ryan non è uno che ci va per il sottile, a lui le delicatezze non interessano, se devi fare una festa falla con 100 invitati, deejay, circo in cortile e vai avanti per tre giorni di fila. 
Mettergli in mano un prodotto come The Normal Heart poteva essere un azzardo per uno esagerato come lui. 
Affrontare il tema dell'Aids quando ancora si credeva fosse il cancro dei gay (erano i primissimi anni '80), quando HIV voleva dire morte certa, quando parlare di sesso protetto, preservativi e quant'altro faceva ancora imbarazzare non solo i benpensanti. 

The Normal Heart è tratto da un piece teatrale scritta proprio negli anni della diffusione del virus, diventata un successo Off-Broadway, approdata a Broadway, vincitrice di recente di ben tre Tony Awards. 

The Normal Heart è un film che va visto tenendo conto da dove arriva e quando è stato scritto. 
Non siamo nel 2000, non si fanno gay pride, non si va' in giro con i preservativi in borsetta, non ci sono pubblicità della Durex sui diari di scuola. 
Quando la dott. Emma Brookner dice ad un gruppo di omosessuali di astenersi dal sesso perché la malattia potrebbe essere trasmessa sessualmente questi se la ridono. 
Gli anni '80 erano gli anni in cui essere gay si poteva iniziare a dire, smettere di fare sesso era come riconoscere che ci si vergognava di essere omosessuali. 
Sarebbe passato ancora qualche anno prima di saltare fuori che persino il macho Rock Hudson era gay, così come il grande Freddy Mercury.

Per non parlare di usare l'omosessualità per ottenere fondi dal governo per la ricerca, vittimizzandosi, dicendo che forse il presidente, la Cia, l'Fbi, vuole fare fuori tutti gli omosessuali e se è un cancro a farlo per loro meglio ancora. 


A noi, nel 2014, potrebbe suonare strano, adesso i gay pure si possono sposare, adesso puoi dirlo che sei gay, se sei fortunato ti verranno anche risparmiate anche gli sguardi del tipo "poverino" manco avessi detto che sei tossicodipendente o malato di leucemia. 

The Normal Heart è un film struggente ma mai auto compiaciuto. Non cerca la lacrima a tutti i costi. Fa una cosa bellissima e restituisce esattamente quella che probabilmente era l'atmosfera che si respirava vedendolo a teatro. Poche musiche, tanti dialoghi, parecchi monologhi. 
Ryan Murphy fa quello che deve, si nasconde dietro la telecamera e lascia parlare i suoi attori, la sua storia, i suoi personaggi: Ned, Felix, Bruce, Tommy, Emma. Tutti combattenti in un modo o nell'altro, chi lo fa con violenza per difendere i diritti dei gay, chi lotta per la propria vita, chi per salvare la dignità dell'uomo che ha amato, chi per ottenere soldi per scoprire cos'è questa nuova malattia.

Eppure, alla fine, più della malattia, del dolore e della sofferenza, quello che mi è rimasto più impresso del film è la capacità di raccontare l'amore e il sacrificio. Non ho mai pensato a Felix e Ned come alla coppia omosessuale, ma semplicemente come a due persone che si amano come tutte le altre. E che nel momento del bisogno non si lasciano ma si supportano a vicenda, si sostengono, combattono, a volte urlando e lanciando la spesa contro il muro, a volte in silenzio, abbracciati sul divano. 
Quando Ned lava Felix nella doccia dopo un incidente dovuto alla malattia mi si è stretto il cuore. Nessuno dei due dice niente, c'è solo la voce di Ned fuori campo che ci racconta una favola, quella di un bambino che voleva l'amore di un altro bambino. E che lo trova. E che non è pronto a lasciarlo andare. 
The Normal Heart ci racconta di un periodo storico terribile, del nascere di una malattia che ancora oggi ci terrorizza, ma ci parla anche dell'amore e di come questo non ci discrimini. 
Una pellicola davvero rara, una di quelle che andrebbero fatte vedere più spesso tanto per ricordare al mondo che l'amore tra omosessuali, visto che ancora ce n'è bisogno, non è diverso dagli altri. 
E questo sarebbe ora che lo imparassimo tutti. 



"Once upon a time, there was a little boy who always wanted to love another little boy. One day, he finally found that love, and it was wonderful. I’m supposed to use gloves, I’m supposed to do this, I’m supposed to do that, I’m supposed to not kiss him. I’m not supposed to be only 45 years old and taking care of a 35 year-old young man who’s a hundred years old and dying. Em calls it a see-saw - he’s fine, he gets sick, he gets better, he gets sicker. He’s afraid I’ll leave him. I told him I wouldn’t leave him. That I never, for one second, would think of leaving him. But he doesn’t believe me. It’s hard to believe in much these days. But we must never stop believing in each other. I’m a mess. It’s what I am. You cry and you cry until you think you can’t cry anymore. And then you cry some more. Not only for yourself and Felix, but for all the little boys who finally found other little boys they’ve wanted all their lives now that we’re men."



venerdì 23 maggio 2014

Di pontoni, gangster canterini e vicissitudini pirandelliane

Pontone in inglese è poontons. Se non sapete che cos'è manco in italiano non è un problema. Io sono bloccata da giorni sulla traduzione di un company profile. Ora che ho finito non sto preparando fattura da pagarsi in 30 giorni a partire da 30 giorni fa. It's all in the family e il massimo che posso guadagnarci è un dvd scivolato per caso tra le braccia di babbo quando lo porterò a Mediaworld il weekend prossimo. 

Tanto per non smentirmi non è che mi sono messa a fare la traduzione e basta. Troppo facile. Per riempire il tempo tra una diga e un bacino ho iniziato a vedere la terza serie di Boardwalk Empire. Sono orgogliosa di dire che la seguii dall'inizio, in originale. Poi la mollai a metà della seconda. Vuoi la noia, vuoi che Jimmy e i suoi modi da galletto del pollaio mi hanno stancato. Se non ce l'aveva con Nucky ce l'aveva con il Commodoro, se non litigava con Rothstein era Luciano, se non era la moglie era il figlio. Mi aspettavo che sbucassero Max e Noodles e decidesse di attaccare briga anche con loro. Va' da se con ci sono rimasta proprio malissimo per quella cosa là. 

La terza per ora è partita bene, mi auguro non si afflosci da un momento all'altro. Adoro i gangster, quasi tutti: Al Capone e il suo pupo, la coppia di fatto Meyer/Charlie, quella testa di minchia di Rothstein. Adoro i loro vestiti, i capelli impomatati, le camice con il colletto e i polsini bianchi. 
Mi danno sulle palle quasi tutti i personaggi femminili, Margaret su tutte.
Mi rimane Richard che amerò finché non me lo ammazzeranno. Me lo sento che me lo ammazzeranno. Richard quanto sei meraviglioso. 

Oltre a farmi da passatempo mi ha sciolto il famigerato "dove ti ho già visto?" che ogni tanto mi affligge. Sabato ho visto al cinema il trailer di Jersey Boys. Superato il trauma di scoprire che Clint Eastwood si è messo a dirigere l'adattamento cinematografico di un pluripremiato musical teatrale, ho avuto un momento di smarrimento su chi fosse l'attore che interpreta Tommy DeVito (il fondatore della band Four Seasons. Li conoscete. Walk like a man, Scherry, Big Girls Don't Cry,...).
Siccome la faccia mi ispirava affari loschi, tipo contrabbando alcolici e/o spaccio, ho sondato il cervello nel cassetto gangster movie. 
Effettivamente lui è Vincent Piazza ovvero Charles "Lucky" Luciano. 
E canta. E almeno nel trailer si incazza e mena. Mi sarebbe spiaciuto vederlo tranquillo nell'angolino a suonarsi la chitarra senza che prendesse a male parole nessuno. Comunque vedremo, il trailer mi ispira. Le musiche poi meritano e mettono subito allegria.



Allegria che oggi avrei schiaffato in faccia ad uno dei ragazzini del lavoro. 
Vicissitudine (=Esperienze di vita, per lo più difficili e dolorose). 
Si parlava de Il Fu Mattia Pascal e Pirandello. 
Prima mi ha riso in faccia, poi ha deciso che ero io la "secchiona" da sbeffeggiare. A 28 anni non me ne può fregare di meno che un bambinetto mi prenda in giro perché conosco due sinonimi di disavventure, tragedie. 
Mi rendo però conto di come si possa sentire invece chi alle medie legge e tanto: perculata perché sai scrivere, sai parlare e articoli una frase senza infilarci la parola "cosa". 

Questo è il valore che si da alla cultura al giorno d'oggi. 
Il mio consiglio: sbattetevene. 
Meglio un libro in più oggi che un ragazzino coglione domani. 

martedì 13 maggio 2014

GameOfThrones3-Penny3:First Of His Name/The Laws of Gods and Men

E' bene che sveli il perché dei ritardi. A scrivere questi deliranti deliri non sono io. E' il mio lavativo. 
Per cui se lui non ha idee io non posso pubblicarle e ovviamente passano le settimane e le puntate di Game of Thrones. Però ora sono in pari. Siamo. 

PUNTATA 5 -FIRST OF HIS NAME-

C'era una volta in quel di Approdo del Re il decimo re in cinque anni. Quello che riuscirà a regnare 12 mesi di fila senza crepare ammazzato vince una batteria di pentole e pure i materassi. 
Tommino tra l'altro è esponenzialmente cresciuto come Bran, anche se ha meno l'aria del nano novantenne. Le voglie del novantenne invece quelle non gliele leva nessuno. Tra l'altro Margy è una degli X-Men, si sposta in base a dove guarda Tommen, tra poco ce la ritrovavamo sul soffitto. 

Momento top: la litigata con la Cersei che già si intromette nell'inquadratura con l'eleganza dell'elefante in cristalleria. Quando la Margy la chiama prima sorella e poi madre (ci mancava nonna e faceva amplein) ho intravisto un cazzotto in dirittura d'arrivo tra meno tre, due, uno. Peccato.


Tralasciando la parte pallosissima in cui Tywin parla di soldi, soldi, siamo poveri, abbiamo le pezze al culo e mo' come ci paghiamo un altro matrimonio con Miccio che organizza (questa è pessima lo so), la Cersei che non sa più a chi battere cassa (non quella della moneta attenzione) si rivolge al nostro Pedrito del corazòn, ovvero Oberyn Martell.

Lo troviamo intento a intingere la penna, niente risate grazie, per scrivere a una delle sue pupette, quella che si chiama Elia-e-ogni-volta-che-la-chiamo-sto-male-piango-poi-però-mi-incazzo-di-brutto. Abbiamo capito che sta cosa della sorella te la sei legata un pelo al dito. Però cazzo stai a Westeros cioè lì i parenti ti muoiono con la stessa frequenza con cui io faccio scadere gli yogurt io. Dai su, fattela una risata Oberynuccio, non rompere sempre la minchia.
Cersei ci prova a tenerselo buono con la menata "a te la sorella e a me il figlio" ma Oberyn per sua stessa ammissione (vedi libro) disse che piuttosto che sdraiarsi Cersei si infilava in un letto pieno di scorpioni. Per la prima volta ho visto il terrore sul viso dell' Oberyn che pensavo scappasse tipo JeanClaude di Scandalo a Corte. 

Nel frattempo La Dany...che fa la Dany? Ah già. Il Daario del suo corazòn (e sono una signor
a perché avevo pensato di scrivere altro) le compra uno stock di navi. Scusa volevo portarti la trousse della Pupa ma l'avevano terminata (l'ultima l'aveva presa il Jorah che però di fronte alle navi dai. Pezzente) E lei ovviamente mica pensa bene di andare ad invadere Westeros. No. Lei deve fare la figa e mettersi a regnare in quel postaccio dove si trova, tra le carcasse di pecore e gnu. Saggia Dany che non ne ha prese abbastanza da suo fratello quando era piccola. Ora i libri insegnano che ci aspettano almeno altre due serie di questa che si pettina i capelli piuttosto che mettersi a cavallo di quei cazzo di draghi e prendersi il trono. Ci fosse stato Drogo la storia sarebbe stata ben diversa. 

Al Nord è la solita rottura. Bran continua a entrare e uscire dai corpi degli altri manco fossero alberghi, Hodor finalmente fa qualcosa che non sia il portapacchi, Jon riesce a infilare due metri di spada in bocca al cattivo-senza nome- che cercava di accoppagli il fratello. E ritrova Spettro che ormai ha le dimensione di un cavallo. Passata di smalto e voilà!

Arya si becca ancora una cinquina morale quando fa la fighetta con Sandor che le spiega che Syrio Forel avrà fatto anche concorrenza a Roberto Bolle per leggiadria di movimenti ma anche in combattimento vale la regola che vince chi ha la spada più grossa. Piglia e porta a casa.

Morale: noia, noia, noia. 

PUNTATA 6 -THE LAWS OF GODS AND MEN-

Dopo due puntate di tedio incredibile ieri sera alle 23.15, di ritorno dal corso di spagnolo e ancora più o meno sveglia nonostante gli occhi pesti da polline (ora ditemi come una si scopre allergica al polline a 28 anni), mi sono detta "maddai mi rilasso, mi vedo 'sto episodio". Il pomeriggio al lavoro avevo ricevuto la telecronaca (grazie Angela :-*) e avevo intuito fosse un episodone.

Dei primi dieci minuti ricordo solo Mycroft Holmes (all'anagrafe Mark Gatiss a.k.a. il demonio malefico) che parla di soldi e navi e soldi. Alla fine LUI è sempre la regina del palazzo e Stannis può fare anche il figo fregiandosi di mille titoli, sciorinando tessere di tutti i supermercati a cui è iscritto, tanto il re non è lui ma Tommino. Ciapa. Morale ho perso il filo.

A farmelo ritrovare ci ha ben pensato Yara-Asha-la-sorella-di-Theon, che decide di andare a recuperarsi il fratello dopo aver ricevuto un dono non ben identificato da quel simpaticone di Ramsay (coriandoli, cappellini simpatici, nasi da clown bene in vista).
Va' detto che intanto che gli entrano in casa lui sta a praticare giochetti erotico sessuali che Christian Gray in confronto è uscito dal seminario. Il "fottere senza pietà" Ramsey glielo stampava in faccia dopo avergli infilato tutti i suoi giochetti erotici in un posto che non posso dire perché sono signorina. Alzata di cinque a Ramsey.


Asha ritrova il fratello o quello che ne è rimasto e qua momento angoscia. Se odiate Theon dovete scavarvi una buca profonda. Di lui e di cosa ne penso ho già scritto ma vederlo ridotto a questo pupazzetto che non sa nemmeno chi è, che dorme con i cani, che ha il sacrosanto terrore di tutti e tutto mi ha veramente devastata. Abbraccio a Theon. 


Poi arriva in tutta la sua eleganza Ramsay. Dopo averlo visto entrare in scena mezzo nudo e lercio di sangue con gli occhi che manco Regan dell'Esorcista penso che avrei il terrore di lui anche se si vestisse dal cagnolino della pubblicità della carta igienica. Ovviamente in quattro mosse putenza stermina metà scorta di Yara e poi, in perfetto stile Mr Burns, se la sboroneggia invitando Asha a far andare le gambine perché "Smithers, libera i cani". La scena della vasca che segue è una delle più terrificanti mai viste non perché succeda qualcosa, ma perché tu che guardi hai il sacrosanto terrore che da un momento all'altro succederà qualcosa di veramente brutto bruttissimo. Io mi immaginavo ci fossero pirahna, anguille, meduse. O al limite che da un momento con l'altro ci buttasse dentro uno stereo accesso. Se non è successo è perché succederà la settimana prossima e sarà veramente brutterrimo.

Rullo di tamburi. Si torna ad Approdo del Re dove c'è il processone dell'anno che è una farsa tale che manco a Forum li fanno così male i processi. 

Prima ovviamente c'è una parte di meeting e chiacchiere che si fa vedere per ammirare la bellezza e la strafottenza dell'Oberyn Nazionale. Attenzione perchè per la prima volta in sei puntate non rompe le bollinas per quella cosetta della sorella ammazzata ma solo perché l'hanno tirato giù dal letto presto. Povera anima santa. Per lui è tutto un parco giochi, capiscilo. Vedi quando fa la battuta sugli Unsullied, dei fighi nel combattimento ma delle pippe in camera da letto. E se la ride come un bambino di cinque anni mentre Tywin ha l'impressione che non lo si prenda sul serio.


Attenzione che però il primato di Oberyn come faccia da culo dell'anno traballa quando scopre che Varys non è interessato al sesso. No ragazzi, no ragazze, no what else (manco il Nespresso). Un punto a Varys. Oberyn torna a giocare con la playstation va' che tra poco inizia il processo.

Per un momento qua ci eravamo tutti cascati, Tywin the king stava per tornare in carica e vincere il titolo del più figo. In cinque minuti è riuscito a convincere Jaime a mollare le Cappe Dorate, tornare a Castel Granito, sposarsi, fare figli, ripitturare il bagno, passare l'antimuffa e sistemare la collezione di fumetti. Jaime poveretto che pure va' dal fratello e gli dice "ti sto salvando il culo, taci, cazzo".
E invece ci pensa Tyrion a sfanculare con un discorso che avevamo tutti noi sul gozzo da un po'. Il succo di cinque minuti di recitazione da Oscar, Emmy, Golden Globe? Andatevene tutti a fanculo. Standing Ovation.
Poi ecco le parole magiche "trial by combat". E mo' andate a mori' ammazzati.
Tutti sono incazzati. E l'unico a divertirsi è ovviamente quello con il corpo del Pedrito e il cervello di un ragazzino di 12 anni. El Oberyn che per un attimo ha pensato di alzarsi in piedi e urlare "io, io, io, prendi me" ma poi si è reso conto che il momento non era l'ideale visto che c'erano le correnti d'aria da quanto frullavano le palle in sala.

Morale: applausi, abbracci, baci, pacche sulle spalle.
p.s.Oberyn si sta divertendo una cifra. Per me a Dorne ste cose non succedono.

martedì 6 maggio 2014

GameOfThrones2-Penny2: Breaker of Chains/Oathkeeper

Lo so, lo so, lo so. Sono indietrissimo e ci tenevo tantissimo a scrivere le scemenze che mi passano per la testa quando guardo questa serissima. Volevo chiudere con un -issimo e non ho trovato un modo intelligente di farlo. Sorry.

Ora mi metto in modalità prete di Balle Spaziali e scriverò una versione super ridotta di cosa penso della puntata numero tre e numero quattro. 

PUNTATA TRE 

Inizia la puntata e c'è una nebbia che manco da me in pianura padana. Vabbè. Sansa scappa, finalmente torna Ditocorto. Ora sparo la bomba: per un sacco di tempo nei romanzi è stato il mio personaggio preferito, poi sono arrivata a non capire una ceppa di cosa stava tramando. E allora ho optato per il triste/solo/abbandonato Jaime. Gioiamo del suo ritorno.


Approdo del Re: qua o si litiga o si tromba. Non ci sono le mezze stagioni. Al massimo si fa tutto assieme come Jaime e Cersei. Non mi metterò a fare una difesa spietata del personaggio Jaime (televisivo eh? Quello del romanzo se me lo toccate vi strappo il cuore come il tizio del secondo Indiana Jones). La scena dello "stupro" volendo era abbastanza così anche nei romanzi, salvo che Cersei all'inizio diceva "no, no, non mi pare il caso sai com'è c'abbiamo il figlio morto qua di fianco, mi fa senso, cazzo" poi invece era più entusiasta del fratello. E comunque era proprio il contesto differente. Morale: Jaime fa violenza alla sorella. Scelta sensatissima del duo Benioff/SenzaNome. Mi aspetto che da un momento all'altro il Mastino apra una Caserma di Vigili del Fuoco. Sciambola.

Per la serie "c'è chi tromba e basta" ovviamente il campionissimo è Oberyn, che accoglie Tywin nella stanza e lo invita a sedersi nel letto dove si è appena trombato anche il moscerino di passaggio. Daje Tywin che ce la fai. Comunque una parentesi: nella prima serie per 5 puntate ci avete frantumato i coglioni con quella cosa della ribellione dei Greyjoy (bastava dirlo una volta non dieci); adesso è il turno di Oberyn-hai-ucciso-mia-sorella-e-i-miei-nipoti-preparati-a-morire. Azz no era un altro film. Scusate. Oberyn sei comunque il meglio lì dentro.

Mastino e Arya: per 4 serie ho avuto il dubbio che fosse o meno la figlia di suo padre. Poi è arrivato Sandor a ricordarle che di merde peggiori di lui a Westeros ce ne sono. E non sono rimasti Stark da accoppare per farglielo entrare in testa. Un punto al Mastino. Scusami Arya.

Al Nord: non lo so. Mi annoiano tutti terribilmente. So solo che ho intravisto Sam che ha la fregola di farsi Gilly e Gilly che ha la fregola di farsi Sam. Cioè anche no. Eh poi Jon che va' in giro scazzato. Ordinaria amministrazione insomma.

Cose altrove: La Dany. Scusate ma la faccia quando Daario con un tiro puuuutenza butta giù l'avversario? Roba che aveva già metà dei preliminari fatti e li ha finiti quando lui le ha fatto l'occhiolino. A me piaceva di più Khal Drogo comunque, l'uomo che parlava a grugniti.



PUNTATA QUATTRO

Approdo del Re: ovviamente qua si svolgono le mie parti preferite. Sta puntata però ha perso un sacco per colpa della mancanza del mio idolo Oberyn-hai-ucciso-mia-sorella-e-i-miei-nipoti-preparati-a-morire-Martell. Molta tristezza. Infinita.
Scena preferita: Jaime che fa visita al fratello e i due decidono di mettersi in proprio con il nome "Sterminatori di Re". Fa piacere che Tyrion non abbia perso la proprio verve e che Jaime in tutto ciò non gli abbia tirato 8 kili di mano dorata in ghigna.
Senza mano intanto si fa sfanculare di nuovo dalla sorella che ormai ha più tavernello che sangue nelle vene e poi si incontra con la Brienne. Ecco. Io sto già male al pensiero che questi due per le prossime serie non si beccheranno. Pure nei romanzi sto ancora a chiedermi che cazzo succederà. Lei che si gira sul cavallo per guardarselo ancora è stato un colpo bassissimo e cattivissimo (eh si ancora issimi, stasera mi piacciono). Morite male Benioff&SenzaNome&Martin. MALISSIMOOO.


Per la serie "ripetiamo le cose cinquanta volte se no lo spettatore medio americano non ci arriva" parte il gioco -Chi ha accoppato Joffrey Bar...Lann..vabbè?-


Due volte nel giro di 15 minuti. Prima ce lo dice Petyr poi Olenna davanti alla nipotastra Margy che ci mette 90 minuti+supplementari+rigori a capirlo. Il fatto che Sansa abbia il cervello più oliato è tutto dire.


Al Nord: due balle parte seconda. Jon è sempre scazzato, Sam è sempre Sam, Bran è ormai un nano novantenne con i capelli lunghi. Applauso per gli Estranei che boh, pure loro sembrano una setta tipo Scientology o al limite i pirati fantasmi del primo Pirati dei Caraibi. Just sayin'.

La Dany: geniale costruire delle fogne dove chiunque ci può passare e ti può affondare il castello. Spero che l'ingegnere/architetto sia stato sciolto nell'olio di frittura delle patatine del McDonalds. Comunque Dany libera tutti come neanche nel nascondino. Queste parti le trovavo noiosissime nei romanzi figuriamoci nella serie. Ovviamente mi davo lo smalto.

A questo giro ho vinto io. Siamo parti maledetta HBO. Muauhauhauhauha. 


Sul Comodino#2



L'ordine che ho sul comodino io è incredibile. E non avete visto cosa tengo nel cassetto o nello spazio sotto. Meglio queste foto un po' arrangiate e che nascondono la dura realtà del mio disordine.

Ipad sotto carica a parte (che però cela alcuni fumetti in lettura tipo uno dei tantissimi Hellblazer scritti da Garth Ennis o il primo numero di 100 Bullets che spero di iniziare prestissimo), vediamo cosa c'è questa settimana sul comodino.

1. Lukas
Il nuovo fumetto di casa Bonelli. Dovete sapere che ogni Bonelli che esce passa per casa mia. Per questo dico che siamo la succursale Bonelli. Mio papà ha una fissa per i Bonelli da quando è ragazzino e si leggeva il Tex. Ho detto Bonelli tre volte in tre righe forse che mi comparirà il fantasma del Signor Bonelli ora!? 
Lukas ancora non l'ho iniziato ma l'idea di un noir mi attira parecchio. Un noir particolare eh? Mica quelli alla Philip Marlowe....che...diciamolo...non mi sarebbe proprio dispiaciuto.

2. Senna Vero di Carlo Cavicchi 
Il discorso su Ayrton Senna sarebbe lunghissimo. La versione breve è questa: mia sorella è sempre stata una fan di Senna, lo guardava correre, le piaceva parecchio come pilota e persona. Ha smesso di guardare la Formula1 quel giorno di maggio di vent'anni fa. Io di anni ne avevo 8 e mi ricordo soltanto qualcuno che in casa diceva "E' morto Senna".
Questa cosa mi ha sempre colpita e ho sempre guardato a Senna come a un mito. A sviluppare un interesse vero e proprio ci ho messo un po' di tempo (per Senna non per la Formula1, ormai c'è poco da mettersi a tifare). L'altro giorno ho trovato questo libro in edicola (lo trovate ancora nel caso). Se siete fan del documentario di Asif Kapadia non potete farvi scappare questa lettura. Cavicchi racconta il Senna privato e il Senna visto dagli altri piloti, compagni di scuderia, "nemici", amici. Oltretutto è stato scritto quando Senna era ancora vivo perciò immagino sia meno pieno di retorica di quanto siano i libri scritti dopo. Che non ho letto ma chissà forse un giorno.
E' bello scoprire che Senna non è il dio che tutti -quasi tutti- dipingono ma soprattutto un uomo, altruista, sensibile, tenace ok ma anche testardo, vendicativo e un po' testa di minchia, su. Eppure sono queste ultime tre cose che me ne fanno sentire la mancanza.

3. Mia cugina Rachele di Daphne DuMaurier 
L'ho iniziato ieri e me ne sono innamorata. Ci ho messo 10 righe. La DuMaurier è una fuoriclasse della scrittura, non so come ci riesca a catturarmi così bene. La storia è intrigante, i luoghi sono quelli della Cornovoglia, i protagonisti sembrano usciti da un romanzo nero con lui giovane e ingenuo e lei forse la femme fatale della situazione. Viene voglia di chiudersi in casa per finirlo tutto di un colpo.

4. Nella mente di un serial killer di John Douglas
Purtroppo vedere certi telefilm porta a leggere certi libri. John Douglas è colui che ha ispirato alcuni personaggi creati da Thomas Harris (ovvero il creatore del nostro cannibale preferito). John Douglas ha praticamente creato l'unità di profilers dell' FBI (quelli di Criminal Minds per intenderci) e ha scritto un po' di libri sulla cattura di famosi serial killer.
Lo scavare nella mente di psicopatici criminali mi ha sempre affascinata o perché c'è una serial killer latente in me o forse perché sono talmente diversa da queste persone che voglio capire di più che cosa passa per la mente di uno capace di crimini così efferati. 
Nel caso siate anche voi come me vi consiglio il primo libro di Douglas che ho letto Mindhunter. Non è semplicissimo da trovare però di solite nelle biblioteche c'è. Se vi scoprite novelle Clarice Starling sperate che non vi venga mai a cercare un Hannibal Lecter.

5. Wolf Hall di Hilary Mantel e 6. Il pettirosso di Jo Nesbo
Vedi lo scorso post. Sono sempre al solito punto. Non sono andata avanti manco di una riga. Aiuto.

mercoledì 23 aprile 2014

Much Ado About William Shakespeare


Non si scrive mai abbastanza di William Shakespeare. E non si dice mai abbastanza. 
Perché non si legge William Shakespeare? O meglio perché c'è tanta diffidenza? 
In fondo William Shakespeare noi lo vediamo ovunque, in mille film, romanzi, trame e intrecci. Storie d'amore ingarbugliate, tradimenti e inganni, battibecchi tra innamorati, lotte per il potere, battaglie tra re. Shakespeare è ovunque eppure ancora c'è chi dice che William non è per tutti, che se te lo sentono nominare ti guardano come se fossi tu quello che si da delle arie. "Oddio no, che barba".

Shakespeare era un uomo che scriveva con il cervello ma parlava al cuore. E quello tutti ne abbiamo uno, no? Io che vivo nell'era dei computer o la povera gente inglese che si intratteneva con le sue opere in piedi attorno al palco. 
me piace pensare a lui come il cantore dei sentimenti umani. Non solo amore, in tutte le sue forme, ma anche disperazione, odio, avidità, orgoglio, pazzia. Shakespeare prima di tutti è arrivato a capire che non è necessario infiocchettare tanto le parole, i sentimenti sono e devono essere alla portata di chiunque lo ascolti. 
Le sue non sono mai storie complicate, si parla di uomini e donne, di chi ama e di chi scappa, di chi desidera qualcosa e non può ottenerla, di chi lotta con tutte le sue forze e di chi lascia che siano gli altri a combattere. 
Shakespeare fa ridere e fa piangere, fa arrabbiare e fa tirare sospiri di sollievo.
Non sempre si vince, sono tanti i suoi perdenti, ahimè.

Perché amo William Shakespeare? 
Perché mi racconta delle storie che nonostante abbiano ormai 400 anni sembrano scritte ieri. Perché solo lui fa parlare dei personaggi credibili allora come adesso. Perché mi ha regalato pura poesia. Perché grazie ad attori e attrici meravigliosi le sue parole non sono più un mistero ma solo emozione. 

E perché parla di me, di noi, di voi, di loro. Per me questo basta e avanza per avvicinarmi alla libreria, prendere in mano una sua opera e iniziare di nuovo a leggere. 

Questo è quello che di getto ho scritto stamattina. Buon compleanno William. 


Favourite Play: Othello

Favourite Tragedy: Macbeth

Favourite History: Henry IV Part One

Favourite Comedy: Much Ado About Nothing

Favourite Character: Too Many! If I were a male actor I'd love to play Benedick or Iago.Or Prince Hal.  If I were a female definitely Lady Macbeth. Or Tamora. 
 
Favourite Quote:  “Doubt thou the stars are fireDoubt that the sun doth moveDoubt truth to be a liarBut never doubt I love." From Hamlet.

Favourite Soliloquy: Iago at the and of Act I of Othello.
Thus do I ever make my fool my purse:
For I mine own gain'd knowledge should profane,
If I would time expend with such a snipe.
But for my sport and profit. I hate the Moor:
And it is thought abroad, that 'twixt my sheets
He has done my office: I know not if't be true;
But I, for mere suspicion in that kind,
Will do as if for surety. He holds me well;
The better shall my purpose work on him.
Cassio's a proper man: let me see now:
To get his place and to plume up my will
In double knavery--How, how? Let's see:--
After some time, to abuse Othello's ear
That he is too familiar with his wife.
He hath a person and a smooth dispose
To be suspected, framed to make women false.
The Moor is of a free and open nature,
That thinks men honest that but seem to be so,
And will as tenderly be led by the nose
As asses are.
I have't. It is engender'd. Hell and night
Must bring this monstrous birth to the world's light.


LEAST Favourite Play: Can't think of one at the moment. I didn't like Richard II very much but still it has some great moments

LEAST Favourite Character: None. Not even the baddies.

Favourite Sonnet: Shall I compare thee to a summer's day?

Favourite Shakespearean Movie Adaptation: Two words: Kenneth Branagh.

Favourite Shakespeare Influenced/Plot Based Movie, Musical or Play: William Shakespeare's Romeo + Juliet

First Shakespearean Play You Saw (theatre): The Tempest (horrible adaptation)

If You could be in a Play which one and which character: Beatrice from Much Ado About Nothing

Which Play is Next on Your List to Watch: Kenneth Branagh's Macbeth