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lunedì 3 ottobre 2016

Of Books, Filmzzz, Tivvì -August&September 2016-

Oh ma i preferiti del mese?
No, ci sono ancora, è che è dura scrivere di preferiti quando di preferiti ce ne sono ben pochi.
Da qui il mix&appiccica di due mesi che magari qualcosa riesco anche io a cavarcelo fuori.


LIBRI

Libro preferito dei MESI: In due mesi sono riuscita a collezionare giusto un libro che "merita" (virgolettato perché non mi ha comunque sconvolto la vita) il titolo di preferito del mese: Gli anni della leggerezza di Elizabeth Jane Howard, primo volume della saga dei Cazalet. 
Parliamo di un romanzo che ultimamente va' parecchio ed infatti è strano che io me lo sia accaparrato così presto -è nota ai più la mia avversione per i bestseller quando sono ancora troppo bestseller-.
In realtà sono rimasta piacevolmente stupita. Intendiamoci, siamo dalle parti di un raffinato romanzo della nonna. C'è la grande famiglia e i piccoli drammi quotidiani, i figli, i nipoti, mogli e mariti, amanti, la prima guerra mondiale con le sue conseguenze, la seconda guerra mondiale che si affaccia prima in punta di piedi e poi stile dinosauro in cristalleria.
Il primo volume funge più da introduzione eppure è interessante, scorrevole e piacevole da leggere. Sembra perfetto per una serie tivvì (BBC can you hear me?)

Personaggio maschile preferito: Mac de La Battaglia di John Steinbeck. 
Non ha la capacità di farsi amare come altri grandi uomini usciti dalla penna dello scrittore, vedi Samuel Hamilton, Caleb o Tom Joad, ma mi ha ricordato George di Uomini e Topi e la sua sensibilità trattenuta, il suo essere freddo salvo uscirsene con gesti di grande gentilezza e bontà d'animo.

Personaggio femminile preferito: avrei voluto amare almeno una delle tante donne della saga dei Cazalet ma quelle -per ora- protagoniste mi risultano mediamente antipatiche. Salvo le piccole di casa ma sarà da vedere come cresceranno nei prossimi capitoli.

Citazione preferita: "Non ci sono inizi né fini" disse Burton "Mi pare che l'uomo si sia buttato in una oscura e paurosa lotta da un passato che non ricorda a un futuro che non può prevedere né capire. E l'uomo ha incontrato e sconfitto ogni nemico tranne uno. Non può vincere se stesso" John Steinbeck, La Battaglia 

FILM:

Film preferito del mese: Heat- La Sfida di Michael Mann.
Ci ho messo circa 15 anni per vedere questo film e accidenti se n'è valsa la pena. L'aneddoto è che ho iniziato Heat circa una decina di volte e non sono mai riuscita ad andare al di là della prima mezz'ora.
Quest'estate ho affrontato questo mio nemico e mi sono presa un pomeriggio (sono quasi tre ore di film) per superare lo scoglio dei trenta minuti e scoprire se Heat fosse veramente il capolavoro che si dice. Lo è e anche di più. E' un poliziesco di quelli che non si sono più visti, con una trama solida, tanti personaggi ma non uno lasciato al caso, ottimi attori, superba regia e quelle tre/quattro scene da antologia: la rapina, la caccia finale, l'incontro al ristorante tra il poliziotto e il ladro.
Sono queste le pellicole che mi fanno chiedere perché buttare via soldi in effetti speciali a discapito di una buona sceneggiatura. Ribadisco: il cinema di soli vent'anni fa era un'altra cosa.


Film visto e stravisto: Alexander di Oliver Stone. 
Cinque anni di liceo classico e di traduzioni su vita, morte e miracoli di Alessandro Magno non sono riusciti mai a farmi odiare questo film. E non c'entra la concentrazione di testosterone maschile celato sotto sinuose righe di eyeliner e grandi occhi azzurri.
Alexander è un film che, per quanto abbia i suoi limiti e i suoi pasticci, io amo incredibilmente. Adoro la musica, le atmosfere, la capacità di fondere tante leggende e frasi ad effetto ("Lo farei se fossi Parmenione, ma sono Alessandro"; "Non ti sbagli, principessa, anche lui è Alessandro" anche se manca la mia preferita di sempre, Diogene che dice al grande re di levarsi dai coglioni perché gli copre il sole e lui che ribatte "Se non fossi Alessandro vorrei essere Diogene"), le battaglie e i momenti intimi. Accetto anche la nefasta conseguenza, ovvero l'orda di bimbeminkia che sull'allora ForumFree inneggiavano alla coppia Colin Farrell/Jared Leto. Ringrazio, nel profondo, che Tumblr ancora non esistesse.


Attore preferito del mese: Dici a me? Ce l'hai con me? Ovviamente i mostri sacri Robert DeNiro e Al Pacino. Che domande. 

Attrice preferita del mese: Emma Stone in Crazy Stupid Love. Prima di tutto perché è Emma Stone. Secondo perché è meravigliosamente goffa e adorabile. Resta sempre così e non trasformarti mai in Jennifer Lawrence.



SERIE TIVVI':

Serie preferita: Plata o plomo? Ovviamente è la seconda stagione di Narcos, decisamente superiore alla prima, molto più adrenalica e bingewatchabbile (che non esiste, me lo sono inventato adesso).
Sapevamo come sarebbe andata a finire la storia, è stato bello arrivarci passo dopo passo con alcuni colpi di scena memorabili.  Il re Pablo Escobar è morto, lunga vita alla nuova regina?
Io intanto mando i miei più cari saluti a Javier Peña. Hola guapo, esperame.


Attore preferito: Questi due mesi ho lottato contro l'amore per Damien Lewis di Billions, Aidan Turner di Poldark, George Blagden di Versailles e David Schwimmer di People Vs. OJ Simpson. Ho perso. Lascio a voi la scelta.

Attrice preferita: Sarah Paulson come Marcia Clark. Le hanno dato persino il meritatissimo Emmy dopo anni di nomination a lei e a quella pigna inespressiva che è Emilia Clarke. Sarah bellissima in verde Prada ha ringraziato persino la fidanzata e alla cerimonia si è portata Pedro Pascal. Mille punti a te.

Momento Fuck Yeah: Ross Poldark che dopo 12 puntate finalmente decide di prendere a cazzotti in faccia quella faccia da cazzotti in faccia che è George Warleggan. Applausi e urla di incitamento da stadio manco fossimo al derby. Unico appunto: gli hai fatto troppo poco male.

Momento Don't Cry: La scena finale del pilot di This is Us. 
I gemelli, la rivelazione finale, lo sguardo dei due genitori nei confronti dei loro pupetti e l'amore che li fa tenere per mano mentre li guardano in culla, la bellissima Watch Me di Labi Siffre.

lunedì 15 agosto 2016

Of Books, Filmzzz, Tivvì -July 2016-

Perché in questi mesi trovo solo libri mediocri con personaggi mediocri? O libri belli ma con personaggi interessanti ma non memorabili? Forse sono stata fortunata i mesi scorsi? Forse dovrei impegnarmi di più con le letture? Forse sono solo sfigata, ehi, può capitare.
Resta il fatto che ho scovato bei film, bei telefilm ma ahimè pochi libri che mi hanno "fatto aggrovigliare le budella". Tutto ciò mi rende infinitamente triste.

LIBRI

Libro preferito del mese: Avventure della ragazza cattiva di Mario Vargas Llosa. E' il primissimo romanzo che leggo di questo autore che mi fu nominato quel mezzo trilione di volte quando studiavo spagnolo all'università. E' uno di quei romanzi che mi ha fatto fare le due del mattino. Racconta di un amore impossibile ma non è quasi mai tragico, è buffo più che altro, quasi picaresco, ci sono situazioni a metà tra Candido con una spruzzata di sesso alla Justine di DeSade (mai così esplicito però).
C'è parte della storia europea e cilena degli "ultimi" anni, c'è la rivoluzione cubana, il socialismo, la scoperta dell'amore e del sesso, l'Aids, il Giappone, la Francia, l'Inghilterra. C'è una femme fatale e il suo povero innamorato. C'è commedia per tre atti e tragedia per due.

Personaggio maschile e femminile preferito: Qualche romanzo carino, uno veramente bello e preferito, un altro abbastanza orrido. Personaggi davvero memorabili: nessuno.
Se non inizio a far roteare i neuroni per dare un volto cinematografico ai personaggi è perché non mi dicono nulla o mi dicono molto poco.

Citazione preferita: "Un errore non dice di te quello che sei, Julian." Il libro di Julian di R.J. Palacio

FILM

Film preferito del mese: The Legend of Tarzan di David Yates 

Film visto e stravisto: Tootsie di Sidney Pollack. Un film, una commedia che di così perfette ne esistono veramente poche. Non solo è divertente ma ha anche una sceneggiatura che è un gioiello (semmai foste malati di cranio come me c'è una bellissima analisi sul libro Come scrivere una grande sceneggiatura di Linda Seger) con continui rimandi tra una sottotrama e l'altra. Per la meravigliosa Jessica Lange vedi sotto.

Attore preferito: Harrison Ford in Witness. Seriamente, Harrison Ford ha la faccia da canaglia e con questa faccia ci è campato per decenni. Definirlo un bravo attore è abbastanza esagerato, siamo tutti d'accordo. In Witness, thriller d'altri tempi (leggi: con una trama solida e originale), è bravo davvero, ma bravo che ti meravigli. La verità è che l'attore con del potenziale, in mano ad un bravo regista e una buona sceneggiatura, poi ce la fa a brillare di luce propria. L'attore cane anche diretto da Martin Scorsese, sarà sempre un attore cane.

Attrice preferita: Jessica Lange in Tootsie.  Chicca uno: per Tootsie vinse l'Oscar come Miglior Attrice non Protagonista. Chicca due: se mi chiamo Jessica è merito suo. Non c'è figlia di Shylock che tenga, il mio babbo un po' si era innamorato del suo sorriso, un po' dei suoi occhioni ed eccomi qua.
In Tootsie è l'attrice di soap televisive con problemi di dipendenza affettiva che grazie ad un uomo - che però lei crede donna - ritrova fiducia in sé stessa e la voglia di indipendenza emotiva.


SERIE TIVVI'

Serie preferita: Sons of Anarchy. Breaking Bad la terminai con gran dispiacere nel giro di un mesetto e mezzo, tirando molto la corda sulle ultime puntate. Sons of Anarchy sono anni che la vedo e anni che me la tiro dietro, cercando di allontanare il più possibile il giorno della puntata finale. Per ora sono alla fine della quinta serie, un preludio deciso e fortissimo a ciò che avverrà nelle ultime due, temo.
Per chi proprio non ne fosse a conoscenza, la vita e la morte di una banda di motociclisti nella ridente (e inventata) Charming sono solo scuse che Kurt Sutter piega ai suoi desideri: raccontarci la sua personale versione dell'Amleto di William Shakespeare. Non mancano perciò omicidi, tradimenti, amicizia, amore, follia. Il tutto condito da Harley Davidson e musica rock. Puro genio.

Attore preferito: Raùl Esparza in Law and Order Special Victim Unit. 
Law and Order è sempre stato un mio guilty pleasure ma mi sono sentita profondamente tradita dall'abbandono di Christopher Meloni/Elliot Stabbler. Sono eventi che segnano. Per caso ho captato una puntata ad orario di pranzo e mi sono imbambolata durante tutta la sequenza nell'aula di tribunale, chiedendomi cosa ci facesse Chilton (il dottor Frederick "maiunagioia" Chilton per l'esattezza) in completo super chic a fare l'arringa per l'accusa.
Poi è stato colpo di fulmine perché non ti puoi non innamorare del personaggio di Rafael Barba che verrebbe da coniare il detto "ne ferisce più la lingua che la spada" solo per lui. A oggi sto affannosamente recuperando tutte le stagioni in cui compare. Solo Olivia Benson può salvarmi. Comunque l'applauso ogni volta che lui massacra i testimoni è d'obbligo.

Attrice preferita: Anna Friel in Marcella. La serie mi è piaciuta ma con parecchi momenti di noia cosmica. Lei non la vedevo dai tempi di Timeline (Pushing Daisies non l'ho mai vista) ma è sempre bella e brava e molto inglese. Ha pure avuto una piccola bebè con Lupin (David Thewlis) ma ora sta con il coinquilino folle di Hugh Grant in Notting Hill (Rhys Ifans).


Momento Fuck Yeah:"To me it's just you...'till the end of the world".
Che per i fan del fumetto Preacher è tipo la frase chiave. Un po' come Ti amo-Lo so di Leila e Han Solo. Fai innamorare di nuovo Tulip di te, Jesse. Fino alla fine del mondo.

Momento Don't Cry:  Nonostante la serie Stranger Things non mi sia piaciuta particolarmente (o meglio, non condivido l'entusiasmo generale), c'è una scena che mi ha colpito molto, sarà perché mi ha ricordato altri film in cui si celebra l'amicizia tra ragazzini. E' l'abbraccio tra Eleven, Mike e Dustin il magnifico. Un po' It, un po' Stand by me, un po' ET. Un po' la mia infanzia.




venerdì 8 luglio 2016

Of Books, Filmzzz, Tivvì -June 2016-


Di giugno ci si sposa lo sapete? E quando si sposa una delle tue amiche di più vecchia data, tu e le altre pazze passate il mese ad organizzare l'evento manco foste le damigelle di Kate Middleton: così tra un addio al nubilato (sotto l'acqua), la decorazione auto (altra acqua), la cerimonia (sempre acqua) e finalmente la cena (niente acqua, tiriamo un bel sospiro) con mancata sorpresa, il mese è trascorso e il tempo è stato davvero poco per dedicarsi a letture, film e telefilm. 

Qualcosina però sono riuscita a racimolare tra una risata, tanti ricordi e i vari incontri del Branco (meno la sposa).

LIBRI

Libro preferito del mese: Il tesoro dei Marvel di Brian Selznick. 
Un viaggio di 200 anni narrato tramite parole e tante, tantissime immagini. La prima parte l'ho trovata incantevole, fiabesca, commovente. Solo tanti disegni da far scorrere, da osservare fin nel minimo particolare per ricostruire la storia del protagonista e della sua progenie. Provate a mettere una bella musica di sottofondo, qualche colonna sonora di un film di quando eravate bambini, quelle pellicole che vi facevano viaggiare in posti lontani e vivere un'avventura incantata. Ecco forse il perché della nostalgia che mi ha preso mentre scorrevo le pagine desiderando che non finissero mai. 

Personaggio maschile preferito: Finnick Odair. Perché è figo. Fighissimo. Manzo. Sa fare tutto lui, è bello solo lui. E' pure innamorato di una mezza sciroccata. Finirà male, malissimo. Non ditemelo, lasciatemi sognare.
 Personaggio femminile preferito: Personaggi femminili che mi sono piaciuti: un paio. Personaggi che sono diventati il mio preferito del mese: nessuno. Signorine dovete impegnarvi di più! 

Citazione preferita: "Tu hai cambiato la mia vita molto più di quanto questo denaro potrà mai cambiare la tua. 
Non pensare a me troppo spesso. Non voglio pensarti in un mare di lacrime. Vivi bene.Semplicemente, vivi."

Io prima di te di Jojo Moyens (e se state pensando "che bimbaminkia è diventata la Penny?" sappiate che sotto ciclo tutto è permesso, anche piangere su un libro come questo!)

Saggio: L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks.
Libro che mi ha consigliato la viperina. E' una serie di studi di casi neurologici più o meno gravi e narrati con toni che vanno dall'ironico/divertente al ben più tragico. All'inizio non riuscivo a levarmi un senso di angoscia sempre più forte finché non ho letto di alcuni pazienti che, di fronte a patologie veramente gravi e incurabili (il cervello che non riconosce più alcuni arti o addirittura le persone e gli oggetti), non si arrendevano e decidevano di essere più forti della malattia. 

FILM

Film preferito del mese: Seduzione pericolosa di Harold Becker. Film del 1989 che sono anni che cerco di vedere e mi ha convinto l'averne sbirciato l'inizio in televisione, in una maratona dedicata al grande Al Pacino.
Il film è il classico poliziesco/noir che girava in quegli anni, con il classico poliziotto affascinante ma sfigato. Questo qua per scoprire un serial killer di uomini che rispondono ad annunci per cuori solitari, si finge lui stesso alla ricerca dell'anima gemella. Incappa nella bella e super sexy Ellen Barkin, se ne innamora anche se è quasi certo della sua colpevolezza. Curiosità uno: il titolo originale è Sea of Love dalla canzone di Phil Phillips (quella che tra l'altro si sentiva pure in Senti chi parla).
Curiosità due: grazie a questa pellicola Al Pacino è tornato nelle grazie di Hollywood dopo anni a teatro e un paio di flopponi al cinema che quasi gli hanno fatto chiudere le porte in faccia di qualsiasi casa di produzione. 

Film visto e stravisto: Scemo e + scemo. 
Perché dopo averne parlato per un mese di fila, aver riproposto la colonna sonora alla tua amica sposina, toccava vederlo. Per la millemiliardesima volta. Un merlo, yeh! 


Attore preferito: Al Pacino. Per il secondo mese di fila. 
Nel caso non si fosse capito, nella vecchia diatriba Al Pacino o Robert DeNiro, io sono sempre stata #TeamAlPacino. 

Attrice preferita: Rooney Mara in Pan. Nonostante abbia trovato il film francamente dimenticabile, lei è adorabile nei panni di Tiger Lily. Lo so che ha parlato male del film e del fatto che Tiger Lily non doveva farla lei ma una nativa americana. Non voglio saperlo. A me lei è piaciuta tanto lo stesso.

SERIE TIVVI'

Serie preferita: Game of Thrones. Non so quando dirò di nuovo una cosa del genere. Posso però assicurarvi che non pensavo così bene di Game of Thrones dal 2011. Dite che è quando è uscita la prima serie? Esattamente. 
Adorai la prima stagione, non tutto, forse qualcosa non era proprio perfetto, ma i romanzi erano tanti e lunghi, ci sarebbe stato tempo. E quattro serie una più tremenda dell'altra. Finché non è arrivata questa sesta che, non è perfetta, è vero, ma mi ha fatto tornare ancora più indietro. Nel 2005. L'anno in cui lessi il primo romanzo della saga. 
Alcuni colpi di scena erano telefonati, alcune sorprese non saranno state proprio sorprese, ma era tanto che non piangevo per alcuni personaggi ed era troppo che non tifavo spudoratamente altri. E non gioivo per la morte di un cattivo. E non dormivo la notte per l'ansia dell'ultima puntata. Vedi sotto.

Attore preferito: Non so se è mai successo ma due attori meritano il premio. Il primo è Tobias Menzies che nei panni di Frank Randall mi ha conquistata come mi conquistò il suo Bruto in Rome, tantissimi anni fa (anche se la mia cotta per James Purefoy - Marco Antonio non me la scorderò mai).

L'altro è Damian Lewis per cui ho finalmente finito di versare le mie lacrime dopo la terza serie di Homeland (e quella comparsata fasulla nella quarta non dovevi, come hai osato) e ora posso tifarlo senza sensi di colpa nei panni del multimiliardario Bobby Axerold in Billions. 

Attrice preferita: Caitrona Balfe è brava. Ma brava brava brava. La serie sta diventata un po' pallosetta ma lei mi piace sempre. 

Momento Fuck Yeah: Sei un ragazzino, senza un soldo, fai il caddy d'estate per tirare su due spicci, un ricco coglioncello ti fa  licenziare. Una ventina di anni dopo cosa fai tu? Ti offri di comprare la targa su un monumento gigante per metterci il tuo di nome e non quello della famiglia del ragazzino coglione. Al momento di pagare, tu che eri il ragazzino poraccio ormai superriccofigo togli dalla cifra totale un bel 16, i dollari che prendevi all'ora per portare le mazze sul campo da golf. Solo che qua si parla di 16 milioni. Standing Ovation per la maglietta dei Metallica indossata durante il meeting. Tvb Brody. Scusa, Bobby.


Momento Don't Cry: Mettici una notte insonne. Mettici undici anni di domande e nessuna risposta. Ti arrovelli il cervello per quelle ore che ti separano dal sapere la verità, quella che sai ma che nessuno ti ha mai palesemente rivelato. 

Ovviamente il finale di stagione di Game of Thrones ha svelato - finalmente- quali sono le origini di uno dei personaggi chiave della saga: Jon Snow. 
Di chi fosse figlio realmente era qualcosa che ormai tutti avevamo capito in un modo e nell'altro. Il problema è che nessuno ce l'ha mai detto esplicitamente. 

Fino a quando non abbiamo visto Ned Stark varcare la soglia della Torre della Gioia, appoggiare la spada al letto e trovare sua sorella, Lyanna, in un letto insanguinato, morente
Tralascio che ho dovuto rivedere la scena più di una volta perché in quel momento ho ripercorso mentalmente undici anni di lettura della saga: i capitoli di Ned costellati di una richiesta, incomprensibile, allora; i riferimenti a sua sorella, Lady Lyanna, al torneo dove fu incoronata dal principe in persona, al rapimento da parte di lui, Rhaegar, il figlio del Re Folle. E poi i racconti, le versioni estremamente discordanti della stessa storia. E da qui il dubbio.

Alla fine  la scena è arrivata, esattamente come me l'ero immaginata per tanti anni. Lei che coraggiosamente non esala il suo ultimo respiro finchè il fratello non le fa quella promessa. Di proteggerlo, di tenerlo al sicuro da Robert che lo farebbe uccidere. 
Lei che gli ripete quel  "Promise me, Ned" letto infinite volte. 
Lui che in uno sguardo è consapevole del sacrifico che dovrà fare, che l'onore e l'amore per la sorella gli impongono. Il vagito di un neonato e Ned sa in quell'istante di dover mentire non solo al suo re e migliore amico ma anche a sua moglie, alla sua famiglia e soprattutto a lui, quel bambino appena nato. Jon Snow. Bastardo di Ned Stark, guardiano della notte, traditore, Lord comandante, morto e poi risorto, infine Re del Nord. 
Adesso qualcuno glielo dica: gli dica che sua madre di lui si è preoccupata sin da subito, gli dica che suo padre era l'unico Targaryen che meritava di governare. Non fatemi patire altri 11 anni. 
Intanto io prendo il fazzoletto e torno a smoccolare. 




sabato 23 aprile 2016

Sul Comodino#4

Siccome che oggi è il meraviglioso World Book Day, ecco in che stato magnifico sta il comodino/mobile/urendo-poggia-libri che si trova ubicato nella sala della Tana.

Non temete. Verrà presto sostituito da una meravigliosa libreria alta altissima e sottile sottilissima.
Il mio viaggio verso l'Ikea è solo rimandato. Giammai ho intenzione di trascorrere un altro mese con questo coso che spezza l'armonia caotica/colorata della sala.

Nel frattempo, questo porta libri in arte poraccia mi assiste nel compito "riempi la Tana di tutti i libri che avevi a casa + quelli che ti stai comprando al mercatino dell'usato".



Iniziamo a studiare questi esemplari di racconta favole cartacei:

1. Via Col Vento di Margaret Mitchell
Prosegue il Salotto, prosegue la crescita di Rossella, prosegue l'amebanizzazione di Ashley.
In realtà negli ultimi capitoli si è fatto uomo, fin troppo...Cara la mia ameba, adesso che tua moglie mi sta simpatica sono pronta a difenderla con le unghie e i denti. Falla soffrire e ti deslisco senza anestesia. Bonus: Rhett Butler e la sua linguaccia lunga che provoca sventagliamenti vari.

2. L'urlo e il furore di William Faulkner
Adoro Steinbeck e lo sapete. Faulkner è un altro autore a lui contemporaneo, ugualmente amante di storie tragicissime ambientate durante la Depressione, ugualmente affezionato a personaggi che con la sfiga ci fanno tutti i pasti della giornata.
Questo romanzo ancora devo comprenderlo del tutto, è diviso in quattro parti, quattro tempi, protagonisti diversi ma legati tra di loro dalla parentela. Figli, cugini, genitori, nonni. Amanti, mogli, mariti. Sicuramente è un libro che devo leggere in solitudine e non nel bel mezzo delle urla dei ragazzini maledetti.

3. Nemico senza volto di Charlotte Link
Letto su consiglio vostro. Ammetto che ero molto scettica, temevo fosse una specie di romanzo rosa nascosto tra le pagine di un simil thriller nascosto in un romanzetto da spiaggia.
Invece, sorpresa fu e per ora mi sta stupendo, e piacendo, molto.
E' decisamente un thriller ed è decisamente interessante, amo che ci siano diversi protagonisti e che questi incrocino le loro storie via via che scorro le pagine.
Io però  devo smettere di leggere di bambini scomparsi, rapiti, ammazzati perché per forza che poi di notte dormo poco e male.

4. Andorra di Peter Cameron
Non ancora iniziato, lo ammetto, e anzi, confesso, che so a stento di cosa parli perché ho letto la trama poco prima di scrivere questo articolo. Andorra è un romanzo di Peter Cameron (Un giorno questo dolore ti sarà utile) e questo mi basta.

5. Jane Austen. I luoghi e gli amici di Constance Hill
Ho letto l'introduzione e le prime pagine ed è perfetto. Austenland. Brughiera inglese. Bath.
Stavo pensando se secondo voi questo periodo è piovoso nell'entroterra inglese o se posso partire armata solo di superga.

Cinque, uno per ogni dito di una mano. Mi è stato detto che tre era troppo poco considerato che ora non ci sono serie della BBC a distrarmi.

La biblioteca della città? Un orrore! 
Non si possono nemmeno vedere i libri, bisogna richiederli direttamente allo sportello e attendere che gentilmente ve li portino. Questo ovviamente l'ho scoperto dopo circa mezz'ora perché chiaramente non te lo spiegano prima che tu ti registra.
Io dovrei prendere dei libri pensandoci prima, meditandoci, senza lasciarmi trasportare dell'odore della carta, dalla copertina magnifica o urenda, dalla trama che fa romanzo della nonna o dal nome di quell'autore che "l'ho già sentito nominare"? 

Voi bibliotecari della città! Come osate! Biblioteca di paese, aspettami! Torno da te!

giovedì 14 aprile 2016

Sul Comodino#3

Sarebbe meglio dire -sui magici bauli di casa Weasley- ma manterrò il vecchio titolo per amore della tradizione.
Dovrei istituire questo tipo di articolo almeno una volta a settimana. Sempre per la serie "mantenere le scadenze".

Parliamo di libri, che è meglio. D'altronde loro saranno tra i protagonisti di uno dei prossimi Tea Time Book Club.

-Ben Hur di Lewis Wallace
Iniziato da poco e già completamente catturata. La storia è avvincente, l'ambientazione storica è quella a cavallo dell'adolescenza e morte di Gesù Cristo, i luoghi vari. In mezzo ai romani e agli ebrei sbucano pure arabi e pirati. 
E che ci crediate o meno, non ho mai visto il film con Charlton Heston. No, non attendo con ansia quello con Jack Huston. Per me Jack sarà sempre Richard Harrow *inserire sospiri e lacrime*

-Jane Austen. I luoghi e gli amici di Constance Hill
Non ancora iniziato ma lo sto guardando con due occhi a cuore che nemmeno *tu-sai-chi* lo guardavo così. Un viaggio del genere, nella campagna inglese, nella sperduta radura, nei cottage, nella romantica Bath è una cosa che sogno da anni. Probabile che il seme di cotanta follia venne piantato quando mia sorella mi mise in mano Orgoglio e Pregiudizio e Persuasione dicendomi "leggi questi e vedrai".
Ecco, vedo Mr Darcy che si avvicina con aria altezzosa, vedo il Colonnello Brandon innamorato respinto, vedo Emma che ridacchia dietro il ventaglio, vedo la dolce e un po' scema Fanny Price prepararsi alla recita ma soprattutto vedo il Capitano Wentworth che mi dichiara il suo amore scrivendomi una lettera.

-Via Col Vento di Margaret Mitchell
Questo sul comodino ci resterà un bel pezzo visto che il ritmo è di cinque capitoli a settimana.
Le ultime? Rossella spara ad uno yankee, raccoglie cotone nei campi, prende finalmente a schiaffi quella fannullona di sua sorella. Rhett è partito soldato chissà quando ritornerà, Melania è una continua sorpresa per chi era abituato a quella lagna del film. Adoro questo romanzo, adoro come viene raccontata la storia, adoro i dialoghi pungenti e adoro Rossella.

Questa settimana sono stata brava, solo tre libri mi tengono compagnia.
Non nego che dalla già straripante libreria Billy mi stiano guardando famelici tutti gli ultimi acquisti fatti sul mercatino dei libri.
Piccoli miei, pazientate. Devo ancora andare a scoprire la biblioteca della città.



giovedì 23 luglio 2015

Penny's Holidays' Reading Digest -Al mare-


Quaderno d'appunti alla mano, è venuta l'ora di mettervi per iscritto tutte le idee  che mi sono segnata prima di girare il famigerato video. 
Non è vero che non sono una fan del mare, intanto, ci tengo a dirlo. 
A me il mare piace, adoro l'acqua, adoro capidogliarmi in acqua, immergermi, guardare i pesci e cercare di acchiapparli. 
Per amore loro mi sono fatta mezza settimana a Rodi con una striscia di scottatura rossa sopra le chiappe e un'altra in fronte, tipo Rambo pronto alla guerra. 

Io odio il casino del mare, la gente che strilla, i ragazzini che piangono e fanno capricci, gli animatori che ti vogliono far fare sport -tu che l'unico sport che conosci è il sollevamento della forchetta-, l'obbligo ad andare a fare casino la sera e tornare in camera alle 4 del mattino. 

A me piace la pace del mare alle sei di sera, mi piace tornare in albergo/appartamento e gironzolare in copricostume mentre faccio da cena, mi piace starmene struccata tutto il giorno e camminare scalza o al limite in infradito. Mi piace leggere in terrazza respirando l'aria di mare con i capelli bagnati. 
Mi piace chi non cerca di portami in discoteca e a loro piace che per questo motivo non li butterò giù dalla suddetta terrazza. 

Al mare io leggo di tutto: fumetti, gossippate, Focus, National Geographic, pure le curiosità della Settimana Enigmistica. Si, sono quella che in spiaggia fa le parole crociate e rompe i coglioni a tutti quelli che le stanno in compagnia. Pazientate. 

Perciò partiamo da loro. I Libri.


1. Jonathan Strange e il Signor Norrell di Susanna Clarke (ed. TeaDue). Un po' romanzo fantasy, un po' romanzo vittoriano, un po' saggio, un po' storia d'amore, un po' gothic novel. Un po' tante cose, a volte troppe forse. Se vi piace Dan Simmons o Felix J. Palma o se amate Neil Gaiman che ama la Clarke allora è roba vostra. E ci si è messa pure la BBC di mezzo a farci una miniserie. 

2. Il grande nulla e White jazz di James Ellroy (Mondadori). Che vacanza ti fai se Ellroy non ce l'hai? Seriamente Ellroy l'ho letto in due giorni ad Alba Adriatica. Forse mi sono ustionata perchè muovevo a stento il sedere dallo sdraio. Il vantaggio è che i suoi libri sono generalmente abbastanza mastodontici così -nel mio caso- si possono usare per nascondere i rotolini di ciccetta. O le cosce grosse. O potete fregarvene che tanto la cellulite l'abbiamo tutte. Tiè. Comunque Ellroy è noir, è la calda L.A., è amore, dolore, tradimenti, inganni, corruzione, polizia, gangster e denaro sporco. 

3. Harry Potter di J.K. Rowling. Io il maghetto l'ho trovato in una libreria bellissima che sta (spero ancora) ad Alba Adriatica, sul lungomare. Tra una mangiata di pesce e una nuotata in mare o in piscina, mi immergevo nella meraviglia del castello di Hogwarts, nelle lezioni della McGranitt, nel capanno di Hagrid e nei casini di Harry, Ron e Hermione. Con loro sono diventata grande ed è quello che auguro possa succedere a tutti i ragazzini di adesso e di sempre. 

4. La profezia della Dama Shizuka di Takashi Matsuoka (Sperling Paperback). E' fuori catalogo ed è pure il seguito di Nube di Passeri. Ve lo segnalo perché è uno dei romanzi storici più belli che ho mai letto e fate conto che io non sono appassionata di storia giapponese. E' un romanzo inteso, intrigante, romantico, d'avventura. E' pieno di citazioni letterarie, è colto, è "saggio". Se lo pescate su una bancarella non fatevelo sfuggire. 


5. La verità sul caso Harry Quebert di Joel Dicker (Bompiani). Qui ammetto l'inganno. Lo lessi in una giornata, stesa sul divano, mentre fuori pioveva. Al mare? No. In montagna. Giuro che però si presta bene alla spiaggia. Per me mare=giallo nella maggior parte delle volte. E questo è un giallo che non ti molla, è un giallo del "non è come pensi tu, spetta che ti incasino le idee a 25 pagine dalla fine". Se siete detective o aspiranti tali, provate con questo e poi ditemi un po'. 

6. L'uomo della pioggia di John Grisham (Mondadori). O qualunque "vecchio" romanzo di John Grisham tipo Il momento di uccidere, Il socio, La giuria, Il cliente etc etc. Ci hanno fatto dei film. Vero. I romanzi, sono in alcuni casi, abbastanza diversi. E poi sappiate che per colpa di "Obiezione Vostro Onore" e di quella fighissima di Reggie Love, ho covato per anni l'idea di iscrivermi a Giurisprudenza. 

7. I Peccati di Peyton Place di Grace Metalious (Einaudi). Speculazioni, danaro, incesti, amori contrastati, gente che si odia, gente che si ammazza, misteri misteriosi. Il tutto nascosto sotto terra. Davanti sorrisi, pacche sulle spalle, bei vestiti, belle macchine, vite dignitose anche se povere.
Tipo che se siete fan di Twin Peaks e non avete mai letto Peyton Place, io non so spiegarmelo proprio.
Tivvì


Roba leggera che fa caldo e siete sempre in spiaggia. Allora andate di serie lunghissime ma con puntate brevi e divertenti come Friends, The big bang theory, le prime di How I met your mother. E Vicious. Non  potete perdervi Vicious. 

Film
  
I miei film dell'estate al mare sono Dirty Dancing perché a 29 anni io ancora giro con i cocomeri in braccio in attesa di poter pronunciare la fatidica "Ho portato un cocomero" e folgorare il Johnny Castle di turno. 
Poi sempre rimanendo in tema di Patrick Swayze dovete recuperare il fighissimo Point Break di Kathryn -Occhiolungo- Bigelow che pure Keanu Reeves ci infilò dentro. Tu is melg che uan deve aver pensato. 
Prima della vacanza in Grecia è obbligatoria la visione di Dillo con parole mie (Daniele Luchetti) che tra canzoni di Mina e torte al cioccolato con ricetta -quasi-segreta e cotte con nomi virgiliani, vi farà innamorare.
Nel caldo mare della Florida è ambientato A qualcuno piace caldo ("personalmente io preferisco il classico"), quel film che non mi stanco mai e poi mai di rivedere e che un giorno vorrei potermi vestire come la meravigliosa Zucchero di Marilyn Monroe. Nessuno è perfetto
  

 Postilla: due film ricollego alle mie vacanze. Uno è Innocenza Infranta che se siete fan di Joaquin Phoenix (io lo ero e anche piuttosto incallita) è roba vostra, l'altro è Le pagine della nostra vita (si, Ryan Gosling, lo so che conoscete questo film a memoria) che una mia amica mi obbligò a vedere perché...Ryan Gosling ovvio. 



domenica 8 giugno 2014

“Tutte le famiglie felici…”: romanzi di padri, madre, figli e nipoti.

Parlando di libri estivi sul canale è saltato fuori un interesse per le cosiddette saghe famigliari, ovvero storie fatte di eredità, promesse che si tramandano di generazione in generazione, matrimoni di convenienza, padri oppressivi, amori contrastati, figli ribelli, addii e ritorni a casa. 

Possibilmente mattoni immensi pieni di litigi e riconciliazioni, scandali e finali dramaticissimi. 
La letteratura è piena di questo genere di libri, sia che andiamo a frugare in mezzo ai classici, sia che ci dedichiamo a qualcosa di più moderno, sia che scaviamo tra i romanzi storici o addirittura nei fantasy. 
Se è il fruscio degli abiti lunghi e i balli in grandi sale illuminate da candele che preferite, allora sarà il caso di pescare nel primo scaffale.

Primo fra tutti bisogna che vi citi Il gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, uno dei miei romanzi preferiti in assoluto, dove tutto ruota attorno alla figura del Principe Don Fabrizio Salina e della sua famiglia durante gli anni del Risorgimento, tra l’Italia che si sta facendo e l’amore del bell’aristocratico Tancredi e della borghese Angelica 
Per farvi capire quanto adoro il romanzo sappiate che, dovessi mai avere un figlio maschio, lo chiamerei Tancredi. 

Ambientato nello stesso periodo ma molto più tragico e solenne è I vicerè di Federico De Roberto, che segue per più di una generazione la storia dei nobili catanesi Uzeda di Francalanza.

In Russia ci pensa invece Guerra e Pace di Lev Tolstoj a narrarci la storia di più famiglie, i Rostov, i Bolkonskij, i Kuragin, dei loro amori, delle loro tragedie, delle loro vendette, il tutto ambientato durante la campagna napoleonica in Russia. Non è propriamente una lettura estiva vista la mole, ma gli appassionati di questo genere devono leggerlo per forza una volta nella vita. Non fosse altro che è uno dei classici più classici che ci siano.
 
Tornando invece in Inghilterra indimenticabile è Cime Tempestose di Emily Brontë, che narra la storia di Heathcliff e Catherine, del loro amore impossibile e di come l’odio e la disperazione accumulata negli anni vada inesorabilmente a intaccare anche quelli che saranno i loro rispettivi figli.
Di John Galsworthy è l’immensa Saga dei Forsyte (tre volumi principali, qualche racconto e altri romanzi sparsi) che abbraccia un periodo che va dalla tarda età vittoriana fino al primo dopoguerra, mettendo in scena tre generazione e un numero impressionante di personaggi, dal gretto e meschino Soames al sensibile architetto Bosinney. Io ammetto di aver letto solo il primo. Anni fa si chiamava Il possidente ed era edito da Garzanti. La sincera verità? Mi annoiò a morte. 

Sbirciando invece nei romanzi più moderni, ma non troppo, anche qua c’è l’imbarazzo della scelta: Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez racconta di ben sette generazioni della famiglia colombiana dei Buendía nella città di Macondo, fondata proprio dal capostipite José Arcadio Buendía; Isabelle Allende si sposta in Cile per narrarci, con La casa degli spiriti, le vicende della famiglia alto borghese Trueba, del capofamiglia Esteban, di sua moglie Clara, della figlia Blanca e della nipote Alba dagli anni Venti fino al colpo di Stato di Pinochet nei primi anni Settanta.
Recentemente mi è capitata sotto mano La Saga dei Poldark di Winston Graham. Fin dove sono arrivata io la generazione è una sola, ma ci sono tante famiglie e tante storie. Ross, Demelza, Elizabeth, Francis e poi tutti i minatori, i contadini, i servitori. Insomma ce n'è per tutti i gusti. 

E per chiudere il cerchio e tornare in Italia Mariolina Venezia ambienta il suo romanzo famigliare Mille anni che sto qui a Grottole, nei pressi di Matera, narrandoci una storia che va dall’Unità d'Italia alla caduta del Muro di Berlino.

Per ogni libro che vi ho citato ne potete trovare almeno altri dieci, in realtà di famiglie si parla in quasi tutti i romanzi, per un verso o per un altro. Tipo che se volete farvi del male c'è anche George Il Fetente. Lì però non sperate di vedere molte generazioni perché di solito si crepa prima. 

Ora sta a voi fiondarvi in libreria e darvi da fare!

p.s. se questo post vi sa di già letto è perché lo pubblicai, leggermente diverso, l'anno scorso per un magazine online. 

martedì 6 maggio 2014

Sul Comodino#2



L'ordine che ho sul comodino io è incredibile. E non avete visto cosa tengo nel cassetto o nello spazio sotto. Meglio queste foto un po' arrangiate e che nascondono la dura realtà del mio disordine.

Ipad sotto carica a parte (che però cela alcuni fumetti in lettura tipo uno dei tantissimi Hellblazer scritti da Garth Ennis o il primo numero di 100 Bullets che spero di iniziare prestissimo), vediamo cosa c'è questa settimana sul comodino.

1. Lukas
Il nuovo fumetto di casa Bonelli. Dovete sapere che ogni Bonelli che esce passa per casa mia. Per questo dico che siamo la succursale Bonelli. Mio papà ha una fissa per i Bonelli da quando è ragazzino e si leggeva il Tex. Ho detto Bonelli tre volte in tre righe forse che mi comparirà il fantasma del Signor Bonelli ora!? 
Lukas ancora non l'ho iniziato ma l'idea di un noir mi attira parecchio. Un noir particolare eh? Mica quelli alla Philip Marlowe....che...diciamolo...non mi sarebbe proprio dispiaciuto.

2. Senna Vero di Carlo Cavicchi 
Il discorso su Ayrton Senna sarebbe lunghissimo. La versione breve è questa: mia sorella è sempre stata una fan di Senna, lo guardava correre, le piaceva parecchio come pilota e persona. Ha smesso di guardare la Formula1 quel giorno di maggio di vent'anni fa. Io di anni ne avevo 8 e mi ricordo soltanto qualcuno che in casa diceva "E' morto Senna".
Questa cosa mi ha sempre colpita e ho sempre guardato a Senna come a un mito. A sviluppare un interesse vero e proprio ci ho messo un po' di tempo (per Senna non per la Formula1, ormai c'è poco da mettersi a tifare). L'altro giorno ho trovato questo libro in edicola (lo trovate ancora nel caso). Se siete fan del documentario di Asif Kapadia non potete farvi scappare questa lettura. Cavicchi racconta il Senna privato e il Senna visto dagli altri piloti, compagni di scuderia, "nemici", amici. Oltretutto è stato scritto quando Senna era ancora vivo perciò immagino sia meno pieno di retorica di quanto siano i libri scritti dopo. Che non ho letto ma chissà forse un giorno.
E' bello scoprire che Senna non è il dio che tutti -quasi tutti- dipingono ma soprattutto un uomo, altruista, sensibile, tenace ok ma anche testardo, vendicativo e un po' testa di minchia, su. Eppure sono queste ultime tre cose che me ne fanno sentire la mancanza.

3. Mia cugina Rachele di Daphne DuMaurier 
L'ho iniziato ieri e me ne sono innamorata. Ci ho messo 10 righe. La DuMaurier è una fuoriclasse della scrittura, non so come ci riesca a catturarmi così bene. La storia è intrigante, i luoghi sono quelli della Cornovoglia, i protagonisti sembrano usciti da un romanzo nero con lui giovane e ingenuo e lei forse la femme fatale della situazione. Viene voglia di chiudersi in casa per finirlo tutto di un colpo.

4. Nella mente di un serial killer di John Douglas
Purtroppo vedere certi telefilm porta a leggere certi libri. John Douglas è colui che ha ispirato alcuni personaggi creati da Thomas Harris (ovvero il creatore del nostro cannibale preferito). John Douglas ha praticamente creato l'unità di profilers dell' FBI (quelli di Criminal Minds per intenderci) e ha scritto un po' di libri sulla cattura di famosi serial killer.
Lo scavare nella mente di psicopatici criminali mi ha sempre affascinata o perché c'è una serial killer latente in me o forse perché sono talmente diversa da queste persone che voglio capire di più che cosa passa per la mente di uno capace di crimini così efferati. 
Nel caso siate anche voi come me vi consiglio il primo libro di Douglas che ho letto Mindhunter. Non è semplicissimo da trovare però di solite nelle biblioteche c'è. Se vi scoprite novelle Clarice Starling sperate che non vi venga mai a cercare un Hannibal Lecter.

5. Wolf Hall di Hilary Mantel e 6. Il pettirosso di Jo Nesbo
Vedi lo scorso post. Sono sempre al solito punto. Non sono andata avanti manco di una riga. Aiuto.

martedì 15 aprile 2014

Appuntamento al buio: book edition.

Sarà stata la copertina suggestiva, il titolo intrigante, la promessa sussurrata dalle pagine di una magica avventura da trascorrere insieme. E invece no.
Ci siamo cascati tutti almeno una volta nella vita.
Almeno una volta nella vostra vita da lettore.

Parlo della fregatura, non di quella che capita quando comprate un libro visto al volo e poi scoprite che il retro dei cereali Nesquik era più interessante. 
Io dico quella di quando coccolate con lo sguardo un libro per settimane o, peggio, mesi.

Giretto in libreria. Lo vedi. Osi avvicinarti, lo apri, leggi la trama. Lo giri, vedi il prezzo. E costa. Se non costasse sarebbe tutto più semplice. Lo ami a prima vista.
Tempo due secondi ti dimentichi anche la trama, perché non è importante, anzi meglio, me lo godo di più. Lo vuoi, lo desideri, hai già immaginato la vostra storia d'amore, parlerai ai tuoi nipoti di quel libro che a enne anni ti ha rubato il cuore. 
Poi i tuoi amici, giustamente, cercano ti trascinarti fuori adducendo la solita "tanto non lo compri, sono 30 euro, andiamo, inizia il film". Prima lo metti giù, quando hai già un piede fuori dalla libreria inizia la cantilena "ma io lo volevo, mi piaceva, è bello, guarda che bello, non è bello?". Il più saggio di solito ti guarda e ti dice "ma se non l'hai letto come fai a saperlo? almeno aspetta l'economica!".

I successivi 10 giri in libreria ci finisci davanti, a casa continui a metterlo e toglierlo dal carrello di Amazon. Non è che quei 25 euro in meno mi cambiano la vita eh? Solo che nella tua mente un libro da 25 euro deve essere UN LIBRO. E poi tu di libri dai, mica ne compri uno ogni tanto. Con 25 euro di solito svaligi la libreria dell'usato.

Io 25 euro per un libro solo devo averli spesi tipo 3 volte: per l'ultimo Harry Potter (26); per un fumetto di Neil Gaiman (20); per i romanzi del George Fetente (e aggiungerei che soldi e soddisfazione non sono andati di pari passo, chiusa parentesi).


Dopo un corso di meditazione di 100 ore (che si tiene nello stesso posto dove si fanno corsi per non comprare vestiti su Asos), si procede all'acquisto e quando finalmente la reliquia è in mano tua la apri con la cautela di uno studioso che ha in mano un First Folio di 400 anni fa.

Saltiamo subito al succo della questione: cosa fai se a pagina 100 del suddetto hai capito che hai preso una cantonata gigante? Prosegui la lettura perché sei un tipo ottimista? Lanci il tuo personale First Folio contro il muro? Lo usi per bilanciare la scrivania che pende a destra?
Perché capita. Ah, se capita. Di solito succede che a pagina 25 ci si accorge che quello che stiamo leggendo non è il romanzo che avevamo in mente noi. 100 ore di meditazione hanno contribuito alla costruzione di una trama secondaria nella vostra mente. Molto più bella, molto più avventurosa, molto più romantica, molto più tragica, molto più figa insomma. Un capolavoro di colpi di scena, personaggi chiaro scuri, frasi da antologia.

Nella mia personale classifica i più colpevoli sono loro: 

- Norwegian Wood di Haruki Murakami. "Leggilo, è bellissimo, non puoi capire, ti cambia la vita".
A distanza di anni non ho ancora capito se la stronza insensibile sono io.
Credo di si comunque. Non ho incontrato nemmeno una persona che mi abbracci e mi dica "non sei sola. non vedevo l'ora che finisse questa agonia di suicidi e depressioni". 13 euro risparmiati. E soldi della psichiatra per riuscire a riprendermi dai deprimenti momenti di depressione profonda.

-Alexandros di Valerio Massimo Manfredi. 
Scritto bene? Si. Accurato storicamente? Diciamo ni. Ti è piaciuto? No. Mi ha provocato un'incazzatura che di rado è riuscita così bene ad un libro. Se il romanzo si fosse chiamato "Ernesto, un tizio macedone che voleva conquistare il mondo e trombarsi anche i caloriferi nel frattempo" l'avrei accettato. Tu però non sei Alessandro Magno (per inciso io ho comprato i tre libri di colpo. Piccolo genio).

-A Feast for Crows e A Dance with Dragons de Il Fetente. 
Lui poteva risparmiarsi duemila pagine. Io una quarantina abbondante di euro. 10.000 alberi sacrificati per raccontarci che: sbucano Targaryen come funghi dopo la pioggia, il Martell vendetta/morte/topa/ancora vendetta/spacco il culo ai Lannister è crepato un volume prima, gli unici Stark/Tully rimasti sono o pallosi o cretini che più cretini non si può, un personaggio -che non dirò- pare morto ma sappiamo tutti che non può essere morto perché se no la testa di Martin finisce su una picca. Niente guerra, niente regina dei draghi che ha brasato il culo a mezza Westeros.

-Wolf Hall di Hilary Mantel. Per adesso gli do il beneficio del dubbio perché non ho ancora girato l'ultima pagina. Però rientra nella categoria "io immaginavo un altro tipo di libro, cos'è questo?". Per amore di Enrico VIII porto pazienza. E mi impegno. Leggere un libro scritto al presente con costanti problemi a capire chi parla è una sfida che devo vincere. 22 euro e mesi, mesi, mesi di meditazione.

-Storia d'Inverno di Mark Helprin. Come sopra. "Non è il libro che mi ero scritta io". La prima parte è una delle storia d'amore più belle che ho mai letto. La seconda sembra scritta da un'altra persona. Una persona molto più pallosa di quella che ha scritto la prima. Nota positiva: è stato un regalo. Ma temo rappresaglie perché ho insistito parecchio per avere questo libro. Forse era meglio puntare di più sul cofanetto del cucito.